La Basilica di San Bernardino da Siena è lieta di condividere un momento di grande gioia e significato: il Rettore, Padre Daniele Di Sipio, è stato insignito del prestigioso riconoscimento “Uomini e Popoli tra Cultura e Pace” nell’ambito della XIX edizione del Premio Internazionale d’Angiò, svoltasi presso le ex scuderie della Curia Vescovile di Avezzano.
Si tratta di un’onorificenza di rilievo nazionale e internazionale, conferita a personalità che si distinguono per il loro impegno nella promozione della cultura, della pace e della coesione sociale. Il Premio d’Angiò, infatti, rappresenta da anni uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio abruzzese, valorizzando figure che contribuiscono alla crescita umana, civile e spirituale della società.
In particolare, il riconoscimento “Uomini e Popoli tra cultura e pace” viene assegnato a chi, attraverso opere e azioni concrete, favorisce lo sviluppo del tessuto sociale e la diffusione di valori universali come la solidarietà, il dialogo e la pace
L’assegnazione a Padre Daniele Di Sipio acquista un significato profondo: non è soltanto un riconoscimento personale, ma un tributo al cammino spirituale e pastorale promosso e vissuto nella Basilica di San Bernardino.
Durante la cerimonia, il Rettore ha espresso con emozione la sua gratitudine, sottolineando come questo premio rappresenti «un incoraggiamento a continuare il cammino intrapreso sulle orme di San Bernardino» .
Padre Daniele ha richiamato con forza il valore autentico della pace, intesa non come semplice assenza di conflitti, ma come impegno concreto a ricucire relazioni, promuovere il perdono e costruire comunità.
In questa prospettiva, la Basilica non è soltanto un luogo di culto, ma un vero centro di vita comunitaria, dove la fede diventa impegno quotidiano per la costruzione di una società più giusta e solidale. È qui che si intrecciano percorsi di fede, iniziative culturali e momenti di condivisione, tutti orientati a ricostruire legami e a ridare speranza.
Il Rettore ha dedicato il premio a San Bernardino, modello luminoso di pace e testimone sempre attuale, e ha sottolineato come questo riconoscimento confermi e rafforzi la missione della Basilica: essere, nel cuore dell’Aquila, un faro di pace, speranza e dialogo per il nostro tempo.
Di seguito il discorso di ringraziamento del Rettore p. Daniele Di Sipio:
Eccellenza, gentili Autorità militari, civili e religiose, amici e fratelli, con profonda emozione e gratitudine, accetto questo prestigioso riconoscimento, il Premio “Pace, Speranza e Dialogo.
Desidero ringraziare il Comitato Scientifico, il Sindaco della Città di Avezzano, il Presidente del Centro Studi d’Angiò e tutti coloro che hanno reso possibile questa serata.
Ricevere questo premio è per me un onore immenso, ma soprattutto rappresenta un incoraggiamento per continuare il cammino che ho intrapreso seguendo le orme di un grande maestro e testimone di pace che mi guida ogni giorno: San Bernardino da Siena.
La sua vita infatti, interamente dedicata alla diffusione del messaggio di pace, rappresenta per me un esempio che porta alla vera fonte d’ispirazione che è il Signore.
Egli ha incarnato una pace che non è mai stata semplice assenza di conflitti, ma piuttosto un impegno attivo e instancabile nel ricucire i legami, promuovere il perdono e costruire comunità.
Il fatto che abbia scelto L’Aquila come luogo del suo ultimo respiro, quasi a voler suggellare con il suo sacrificio il messaggio di Pace che ha annunciato per tutta la vita, dà alla nostra Città una missione speciale: essere testimoni di speranza e riconciliazione.
La mia missione pastorale presso la Basilica di San Bernardino si nutre di questa eredità.
Ogni iniziativa intrapresa, ogni parola pronunciata, ogni gesto compiuto è stato e continua ad essere un tentativo per portare avanti quel messaggio universale di Pace che San Bernardino ci ha lasciato.
Come custode delle spoglie mortali del Santo, mi adopero affinchè la Basilica diventi non solo un luogo di preghiera, ma anche un centro di ascolto e di accoglienza, un luogo da dove ripartire per ricreare un tessuto sociale e comunitario basato sulla fede, che promuova i valori universali della pace e della solidarietà.
Sono grato a tutti voi per aver riconosciuto non solo il mio impegno, ma anche il cammino che abbiamo intrapreso insieme nella Basilica di San Bernardino. Questo luogo non è soltanto un centro di preghiera, ma anche un simbolo di rinascita e di speranza per la nostra Città.
Accettando questo premio, sento il dovere di condividere il merito con tutti coloro che hanno collaborato a costruire e consolidare questa missione di pace bernardina: con la Comunità francescana, con i miei collaboratori e con tutti i fedeli della Basilica, perché solo insieme si possono costruire quei ponti destinati a unire generazioni e comunità. Ponti necessari per la rinascita non solo della Città dell’Aquila ma dell’intera umanità spesso lacerata da divisioni, sofferenze e guerre.
Infine dedico questo riconoscimento a San Bernardino, modello di pace instancabile, il cui messaggio risuona ancora oggi con forza.
Che il suo esempio continui ad ispirarci e a guidarci nel costruire una società fondata sul perdono, sulla solidarietà e sull’amore fraterno.
Grazie di cuore per questo onore e per la fiducia che mi avete accordato.
Continuiamo insieme a camminare sulle vie della pace, forti della luce e dell’insegnamento di San Bernardino.
Grazie.

