San Bernardino

La vita di San Bernardino

San Bernardino nacque l’8 settembre 1380 a Massa Marittima, in Toscana, da Arbetollo, nome familiare Tollo, un Albizzeschi di Siena, governatore di Massa Marittima, e da Nera figlia di Bindo degli Avveduti, nobile della città. I genitori chiamarono il piccolo Bernardino, nome motivato dalla devozione verso la Madre di Dio, cui era legato il ricordo di san Bernardo che fu cantore della Madonna. La nascita del piccolo recò gioia in casa, ma la felicità durò poco perché la mamma morì quando Bernardino aveva appena tre anni ed il papà Tollo venne a mancare quando ne aveva sei. La zia Diana Avveduti, che si era presa cura del bimbo, morì quando questi aveva circa 11 anni. Così Bernardino andò a Siena, accolto dallo zio Cristoforo, la cui moglie senza figli, di nome Pia, era donna austera e timorata di Dio. A Siena si presero cura di Bernardino anche una cugina di nome Tobia, figlia di Diana, vedova Tolomei, terziaria francescana; l’altra, che aveva nome Bartolomea, sorella del padre, anch’essa vedova, ma terziaria agostiniana, austera e devotissima. Bernardino a 11 anni, a Siena, frequentò la scuola superiore, che era divisa in trivio (grammatica, retorica e dialettica/filosofia) e quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia e musica). Si applicò allo studio della giurisprudenza nella Università senese. Ebbe così l’opportunità di specializzarsi in studi umanistici, quali diritto e filosofia. Bernardino in casa trovò un’atmosfera di serietà religiosa con punte di austerità ed a scuola un insegnamento dotto. 

 

 

 

Il momento dell’eroismo

Bernardino fu religiosamente impegnato in una delle tante “compagnie” che fiorivano nelle chiese di Siena: la “Compagnia di Santa Maria della Scala”, aggregazione molto esigente, nobile e di antica data.

Nel 1400 in Siena scoppiò la peste e gli ospedali si riempirono di appestati. Bernardino rispose all’appello dell’ospedale della Scala, arruolandosi con dodici giovani compagni nell’assistenza ai malati anche contro il volere dello zio Cristoforo.

Il lavoro di assistenza agli ammalati fu durissimo e Bernardino, nell’inverno, stremato dalla fatica come i suoi compagni, fu contagiato dalla peste. Malato, non fu accolto a casa dallo zio Cristoforo, ma presso un amico carissimo Ildebrandino Manetti. Solo la cugina Tobia andò a trovarlo di tanto in tanto. A guarigione avvenuta, Bernardino abitò presso la zia Bartolomea per breve periodo.

Dopo esperienza del volontariato tra gli appestati e la malattia il giovane Bernardino cominciò profondamente a riflettere quale sarebbe stato il suo futuro: la vita religiosa presso qualche Ordine monastico, che prima gli era stata estranea, cominciò ad affacciarsi alla sua mente ed al suo cuore. Si ritirò, pertanto, nella campagna senese verso Massa

 Da un sogno e forse anche dalla testimonianza di una brillantezza di vita della cugina Tobia, terziaria francescana, si avvicinò al mondo francescano, che in Siena era molto ben rappresentato.

Chiese pertanto di entrare tra i francescani e quando questo gli fu accordato, il 31 agosto1402 fece dono ai poveri dei suoi beni in Massa e l’8 settembre (un giorno che ritorna spesso nella sua vita) vestì la tonaca francescana nella Chiesa di San Francesco in Siena. Restò in Siena un paio di mesi; poi chiese di essere mandato al più piccolo e remoto convento del Colombaio sul monte Amiata. Un convento ora disabitato e distrutto. L’8 settembre 1403 professò i voti di povertà, obbedienza e castità; e sempre l’8 settembre 1404 fu sacerdote, celebrò la prima Messa e fece il primo discorso.

 

Nello stesso anno 1404 fu nominato Guardiano (superiore) del convento al Colombaio.

 

 

«Il nome di Gesù mettetelo nelle vostre case, nelle vostre camere e tenetelo nel cuore»

San Bernardino

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